Disturbo di Personalità Borderline: Diagnosi e Cura

Diagnosi e Cura del Disturbo Borderline di Personalità

Il Disturbo Borderline è un Disturbo della Personalità caratterizzato da instabilità nelle relazioni interpersonali, nell’immagine di sé e nelle relazioni affettive, e da impulsività elevata.

Il 2% della popolazione, il 10% dei pazienti in psicoterapia e il 20% dei pazienti ricoverati presso strutture ospedaliere sono affetti da Disturbo Borderline di Personalità. 
Una percentuale variabile dal 30% al 60% dei pazienti con Disturbo della Personalità è affetta da Disturbo Borderline: ciò lo rende il Disturbo di Personalità maggiormente diffuso.

Per informazioni su diagnosi e cura del Disturbo Borderline di Personalità, o chiedere una consulenza, chiama dal Lunedì al Venerdì dalle 9.00 alle 19.00 il numero Tel. 328.9549784, o scrivi alla mail Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 

ARTICOLI SCIENTIFICI RECENTI SUL DISTURBO BORDERLINE DI PERSONALITA'

Psychol Med. 2009 Dec;39(12):1979-88

Enhanced 'Reading the Mind in the Eyes' in borderline personality disorder compared to healthy controls.

Fertuck EA, Jekal A, Song I, Wyman B, Morris MC, Wilson ST, Brodsky BS, Stanley B.

Il Disturbo di Personalità Borderline è caratterizzato da instabilità nelle relazioni interpersonali, un particolare che spesso determina un aggravamento degli altri aspetti patologici e che, in particolare, può interferire con l'alleanza terapeutica.

30 persone con diagnosi di Disturbo Borderline di Personalità sono state confrontate con 25 soggetti sani in base ai loro risultati ad un test di riconoscimento delle espressioni facciali delle emozioni (in particolare nell'area degli occhi): i soggetti Borderline riportavano risultati significativamente migliori rispetto al gruppo dei soggetti sani.

La capacità di inferire lo stato mentale sulla base delle informazioni rilevate nell'area facciale degli occhi è rafforzata nel Disturbo Borderline di Personalità: questa iper-sensibilità alla manifestazione degli stati mentali altrui potrebbe paradossalmente essere alla base dei deficit nelle relazioni interpersonali.

Behav Res Ther. 2009 Oct 7

Emotional, cognitive and physiological correlates of abuse-related stress in borderline and antisocial personality disorder.

Lobbestael J, Arntz A.

L’abuso nell’infanzia è un importante precursore del Disturbo di Personalità Borderline (BPD) e del Disturbo Antisociale di Personalità. Lo studio ha confrontato la reattività emozionale di questi pazienti per temi riattivanti lo stress conseguente all’abuso.

Cambiamenti nelle emozioni riferite, negli schemi cognitivi, nelle reazioni psicofisiologiche e nei tempi di reazione relativi ad associazioni cognitive sono stati valutati in seguito alla visione di un frammento di film riguardante il tema dell’abuso in pazienti con Disturbo Borderline, con Disturbo Antisociale, con un Disturbo della Personalità del Cluster C e a soggetti normali.

I risultati hanno indicato una marcata reattività dei pazienti Borderline su tutti i valori rilevati; il gruppo di Antisociali ha mostrato reazioni analoghe, tranne che per le emozioni riferite e per la reattività fisiologica.

J Marital Fam Ther. 2009 Oct;35(4):446-55.

Relationship quality and stability in couples when one partner suffers from borderline personality disorder.

Bouchard S, Sabourin S, Lussier Y, Villeneuve E.

L'obiettivo di questo studio è di valutare il funzionamento di 35 coppie in cui la donna avesse ricevuto una diagnosi di Disturbo di Personalità Borderline (BPD), paragonandolo con il funzionamento di altrettante coppie senza disturbi.

La maggioranza delle coppie in cui la donna soffriva di Disturbo Borderline (68,7%) è risultata caratterizzata da frequenti rotture e riconciliazioni e, su un periodo di 18 mesi, quasi il 30% di queste coppie ha

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LA STORIA DEL DISTURBO BORDERLINE DI PERSONALITA'

Il termine “Borderline” è nato nei primi del novecento (Huges, 1884; Rosse, 1890) per indicare alcuni pazienti la cui patologia non era classificabile né come nevrosi (i conflitti e i problemi quotidiani condivisi dalla maggior parte delle persone), né come psicosi (i disturbi mentali più gravi, come la schizofrenia), pur presentando sintomi comuni ad entrambe le condizioni.

Il termine Borderline, infatti, significa “limite” o “linea di confine”, e indica la principale caratteristica del disturbo: come una persona che cammina su una linea di confine tenderà a sconfinare in due differenti territori, così il paziente affetto da Disturbo di Personalità Borderline oscilla tra normalità e follia, senza vie di mezzo.

A partire da questa iniziale definizione, ormai in larga parte abbandonata, Zanarini e Gunderson nel 1990 basandosi soprattutto su criteri diagnostici descrittivi individuarono i seguenti tratti distintivi del disturbo borderline: tendenza a perdere il contatto con la realtà; automutilazioni (tagli, bruciature); tentativi di suicidio; paura di essere abbandonati; intenso bisogno e ricerca dell'altro alternato a comportamenti apparentemente...

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TERAPIA DIALETTICO COMPORTAMENTALE

per il Disturbo Borderline della Personalità

La difficoltà nella regolazione delle emozioni presentata dai pazienti con Disturbo di Personalità Borderline, e le spiccate tendenze impulsive e autolesive, sono state trattate con particolare efficacia da Marsha Linehan (1993), che ha elaborato una terapia specifica per il Disturbo Borderline, la Terapia Dialettico Comportamentale (Dialectical Behaviour Therapy - DBT).

Ad oggi la Terapia Dialettico Comportamentale è l’unica forma di psicoterapia formulata per il Disturbo Borderline che abbia dimostrato la propria efficacia grazie a diversi studi internazionali indipendenti.
Si tratta di un approccio terapeutico che unisce tecniche classiche della Psicoterapia Cognitivo Comportamentale (individuale e di gruppo), e strategie mediate da forme di meditazione orientale (vedi "Mindfulness").

Questo approccio si basa sull'assunto per cui il paziente Borderline sarebbe caratterizzato da una vulnerabilità biologica riguardante gli stati emotivi, nei termini di una bassa soglia di stimolazione (intensa reattività, ad es. reagire con rabbia intensa ad uno stimolo poco rilevante per la maggioranza delle persone), ed una maggiore difficoltà a fare ritorno al tono emotivo di base (una volta scatenata la rabbia, invece di scemare gradualmente, continua a crescere sino a determinare comportamenti pericolosi per sé o per gli altri).

A tale vulnerabilità biologica Marsha Linehan ritiene necessario, perché possa determinarsi un disturbo conclamato, l'aggiungersi durante lo sviluppo di una serie di condizioni negative legate all'ambiente familiare, in particolare ciò che definisce invalidazioni emotive. Questo termine indica...

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LA DIAGNOSI DEL DISTURBO DI PERSONALITA' BORDERLINE

Il manuale dei disturbi mentali (DSM-IV, APA, 1994) definisce i tratti di personalità come "modi costanti di percepire, rapportarsi e pensare nei confronti dell'ambiente e di se stessi".

Questi tratti, normalmente flessibili e adattabili, in soggetti affetti da Disturbo di Personalità sono caratterizzati da rigidità e difficoltà di adattamento a contesti diversi.

Lo strumento diagnostico più affidabile per la valutazione dei tratti della personalità, e della loro possibile variante patologica, è indubbiamente l'intervista diagnostica SCID-II (Structured Clinical Interwiew For DSM-IV Axis II). Questa intervista semi-strutturata, che si basa direttamente sui criteri del DSM-IV, si sviluppa attraverso uno o più colloqui clinici approfonditi, con valutatore esperto (per una durata massima di 2 - 3 ore), atti a valutare l'eventuale presenza di un disturbo della personalità, o anche solo di alcuni tratti di personalità patologici. Questo procedimento diagnostico viene definito categoriale, comportando come prodotto finale l'inserimento, o il non inserimento, del paziente in una categoria diagnostica (ad es. il Disturbo Borderline).

Westen e Shedler hanno cercato di risolvere alcune criticità della SCID-II creando uno strumento denominato SWAP-200 (Shedler Westen Assessment Procedure). La diagnosi in questo caso avviene attraverso la compilazione 200 descrittori da parte del clinico (non è richiesta la presenza del paziente), che deve comunque possedere una conoscenza approfondita, sia dello strumento, sia del paziente in oggetto (dovrebbe aver sostenuto almeno 3-4 colloqui clinici). Il test offre un risultato sia categoriale, sia dimensionale, rispetto alle categorie diagnostiche standard del DSM-IV, e alle categorie identificate dagli autori come significative, solo parzialmente sovrapponibili alle precedenti; ciò si traduce nella possibilità di osservare anche minime sfumature patologiche, così come potenziali risorse cui fare appello.

Esistono anche dei protocolli diagnostici specifici per il Disturbo Borderline di Personalità, ma la loro specificità potrebbe...

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