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Disturbo Post Traumatico da Stress

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Il Disturbo Post-traumatico da Stress è una condizione caratterizzata dalla presenza di intensa paura e senso di fragilità come conseguenza di esperienze traumatiche estreme vissute dal soggetto stesso o da un congiunto (abuso sessuale, aggressione, rapina, disastri naturali, incidenti, diagnosi di malattie gravi…).

Il soggetto tipicamente rivive in continuazione l’evento traumatico e le emozioni ad esso correlate, evitando tutte le condizioni e gli stimoli associati al trauma.

L’evento traumatico può essere rivissuto attraverso ricordi ricorrenti o sogni spaventosi.

 

Vista la frequenza con cui pazienti con Disturbo Borderline riferiscono esperienze traumatiche non elaborate (lutti, traumi, abusi fisici o sessuali...) è evidente come il PTSD sia diffuso in questa categoria di pazienti.

Di solito subito dopo l’evento traumatico il soggetto riferisce un appiattimento emotivo, con disinteresse verso tutto ciò che un tempo era considerato come un’attività piacevole o gratificante.

Negli Stati Uniti la diffusione del Disturbo Post-Traumatico è prossima all’8%, percentuale che lievita notevolmente in alcune popolazioni specifiche (veterani di guerra, immigrati da stati a regime dittatoriale…).

Psicoterapie basate sull’esposizione graduale (anche immaginativa) a stimoli correlati con l’evento traumatico, oltre alla trattazione dei suoi effetti cognitivi ed emotivi nell’attualità, costituiscono gli interventi più utilizzati.

L’EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) è una tecnica terapeutica la cui efficacia è stata validata da numerosi studi indipendenti, basata sulla desensibilizzazione e rielaborazione delle esperienze traumatiche attraverso particolari serie ripetute di movimenti oculari.